LA VITA DI CHI VIAGGIA

La vita di chi viaggia è una vita strana. 
Agli occhi di chi rimane, di chi vive la sua vita organizzata, quadrata, con tutte le cose più o meno a posto: casa, famiglia, lavoro, può sembrare una vita allo sbando, una vita di chi non ha nulla, senza certezze, senza traguardi.

Ed invece è una vita magica.

Per chi viaggia è normale avere più amici in giro per il mondo che a casa.

Per chi viaggia è normale non sapere cosa fare la domenica pomeriggio nella propria città dove tutti hanno già i loro piani, ma sapere sempre cosa fare in ogni giorno dell’anno in una città sconosciuta in mezzo a sconosciuti.

Per chi viaggia è normale parlare con chiunque, di qualunque età, sesso o nazionalità e fermarsi a cenare con qualcuno conosciuto cinque minuti prima, magari a casa sua.

Per chi viaggia è normale fidarsi degli sconosciuti, affidarsi a qualcuno con cui ha scambiato poche parole, preoccuparsi per qualcuno di cui non sa nemmeno il cognome, perché in una terra straniera, solo per il fatto di essere viaggiatori, si diventa istantaneamente una famiglia.

Per chi viaggia è normale voler bene in un attimo, e in un attimo dover dire addio.

Per chi viaggia è normale sentirsi a casa in qualunque luogo ci sia un letto in cui dormire, e alle volte anche solo il pavimento.

Per chi viaggia è normale sentirsi in prigione quando ritorna nella propria città, per quanto la ami, e passare le giornate ad immaginare il prossimo viaggio e a ricordare quelli passati.

Per chi viaggia è normale guardare spesso le foto dei luoghi che ha visitato, ed emozionarsi davanti alle foto di qualcun altro.

Per chi viaggia è normale sentirsi un alieno in una vita ordinaria, sentirsi fuori luogo, sentirsi diverso, non perché abbia qualcosa che non va, ma perché è il movimento la sua dimensione.

Quando ci sono dei lunghi ritardi dei voli o dei treni, riconosci un viaggiatore perché, mentre gli altri sono nervosi, infastiditi e arrabbiati, lui se ne sta tranquillo a leggere un libro o a guardare il cielo, magari seduto per terra o più facile ancora per terra è sdraiato. 

Perché lui è già nel suo viaggio, dal momento in cui ha varcato la porta di casa tutto ciò che arriva è già parte della magia che sta cercando, della sorpresa, della meraviglia, del non sapere mai cosa potrà accadere o cosa potrà scoprire.

È vero che agli occhi di chi rimane, il viaggiatore vive una vita senza senso e senza traguardi, non potrebbe mai capire cosa prova mentre sdraiato a terra legge il suo libro; mentre durante una bevuta con gli amici di sempre ha gli occhi persi in un altro mondo, in un altro paese; mentre, intanto che gli altri parlano di lavoro e impegni sociali, lui sta pensando alle prossime tappe o a quali amici incontrare in giro per il mondo.

È vero, la vita di chi viaggia è una vita strana.

E’ una vita allo sbando, perché è una vita che sa fluire.

E' una vita in cui non si ha nulla, perchè si possiede il mondo.

E’ una vita senza certezze, perché è una vita piena di fiducia.


E’ una vita priva di traguardi, perché è una vita piena di orizzonti mozzafiato.


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6 commenti:

  1. verissimo! una vita ricca di emozioni...sentirsi in gabbia quando si sta fermi per troppo tempo...vedere le fotografie è come guardare dalla finestra di una prigione!

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  2. bellissimo e verissimo! hai colto proprio l'anima del viaggiatore!

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  3. Salve ,è tutto vero quello che scrivi. Io cerco di esprimere le mie impressioni con matita e taccuino cogliendo disegnando posti e genti, stando tranquilla quando aspetto un'aereo o l'autobus. Puoi essere interessata al mio blog Schizzi di viaggio http://schizzidiviaggio.blogspot.it/
    ciao
    Susanna Casale

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  4. Grazie Cristina Bianchi!
    Susanna andro' sicuramente a vedere il tuo blog, grazie per il tuo commento.

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