50 SFUMATURE DI GIOIA

Ricordo che durante il corso di Ayurveda, ci era stato dato da fare un compito a casa senza però mai spiegarci il perché. 
L’esercizio era di scrivere 50 cose per cui essere grati. 50 cose che nella vita ci hanno dato gioia, ma una gioia che non dipendesse dal raggiungimento di qualche obiettivo. 

Ora so il motivo profondo di quella richiesta, quello che volevano farci ritrovare era proprio il gusto della vita. Il gusto dell'Anima.

E sì, non sono le grandi vittorie né gli obiettivi raggiunti che riempiono il nostro cuore di gioia, ma i piccoli gesti, i momenti veri, i battiti accelerati in un attimo di purezza.
Ciò che ci fa amare la vita non sono i traguardi visti con gli occhi da adulto, ma i momenti tra un traguardo e un altro, vissuti con la leggerezza di un bambino.

Ecco le 50 cose che avevo scritto:
1. Quando ero piccola adoravo i cioccolatini alla menta, quelli quadrati sottili sottili che ti si sciolgono in bocca e dentro hanno un ripieno bianco che sembra cocco ed invece è di menta e tu non te lo aspetti proprio. Ogni volta che vedevo la confezione nell’armadio della sala (mia madre li nascondeva perché era sempre a dieta, anche se in realtà visto che era lei a nasconderli sapeva anche dove trovarli) ogni volta che vedevo la confezione mi sembravano bustine di tè perché sono molto simili, ma quando poi scoprivo che erano cioccolatini che sorpresa!
2. Quando avevo circa 5 anni mia madre uscì per comprarmi una cintura e mentre io aspettavo pensavo a questa cintura come se fosse il regalo più importante del mondo, forse perché la cintura è una cosa da grandi. Quando poi è arrivata era rossa e io non ci potevo credere perché era esattamente del colore che la volevo ma non sapevo di poterlo chiedere (ero piccola) mi ero solo limitata a sperarlo, ed era rossa veramente!
3. Quando ero bambina vivevo in campagna e spesso andavo nell’orto in cui lavoravano mia nonna e mio zio. Per me era come il mondo delle fate, potevo camminare nel fango senza che nessuno mi sgridasse e a piedi nudi! E potevo fare anche dei castelli e delle formine, quasi come al mare solo che invece delle onde c’erano i canali di scolo e al posto delle conchiglie gli zucchini, per il resto uguale.
4. Uno dei momenti più emozionanti della mia vita è stato quando per la prima volta ho scritto il mio nome da sola. Ricordo che ero con la mia nonna, avevo imparato le lettere dell’alfabeto ma non ancora ad unirle in una parola, ho provato a metterle insieme ed ecco: GEORGEA! Beh si in realtà avevo scritto male, ma visto che non sapevo leggere non me ne sono accorta ed ero così fiera!
5. Ricordo di una festa in maschera, sempre da bambina, mia madre mi aveva vestita da fatina e a me sembrava di essere una principessa (insomma avrei fatto prima a vestirmi da principessa), comunque ero proprio contenta anche se invece delle scarpette con i tacchi come Cenerentola avevo gli scarponcini come Geppetto. Le favole non sono mai state il forte di mia madre.
6. Ricordo con gioia i frutti di mare cucinati in spiaggia su un barbecue improvvisato con una lamiera appoggiata sulle pietre, rimaneva sempre così storta che metà delle cozze finivano nel fuoco e nessuno la metteva mai a posto, quante risate però! Forse per quello i grandi la mettevano storta!
7. Un altro momento molto bello è stato quando abbiamo preso due gattini, Milly e Geo. Geo era il mio e infatti si chiamava come me (anche se ripensandoci non era proprio un complimento), erano i primi animali che toccavo (avrò avuto 3 o 4 anni) e avevo paura a prenderli in braccio, però erano tanto carini.
8. Felicissima quando ho preso Geo in braccio per la prima volta, anche se l’ho stretto così forte che mi ha graffiata, ma poi siamo diventati grandi amici.
9. Molti anni più tardi, io ne avevo 18, ho trovato un’altra gattina e l’ho portata a casa, Prisca (ho smesso di chiamare i gatti come me anche se il canarino l’ho chiamato come mia sorella), lei mi ha dato tantissimi momenti unici e speciali, solo per lei potrei scrivere 500 cose che mi hanno dato gioia.
10. Quando ho imparato a nuotare. Ricordo ancora la paura attaccata al bordo della piscina e la maestra che mi diceva di arrivare fino a lei, ho trattenuto il respiro anche se non ero sott’acqua e l’ho raggiunta nuotando a cagnolino. È stato subito chiaro a tutti che non sarei mai diventata una campionessa, però non sono annegata che bello!
11. Un altro passo molto felice nella mia crescita è stato quando ho imparato ad andare in bicicletta, l’attimo in cui finalmente mi sono resa conto di aver fatto alcuni metri senza che qualcuno mi tenesse (e quando poi me ne sono accorta sono andata a sbattere, però che soddisfazione!).
12. Sono felicissima ogni primavera quando faccio il primo bagno in mare.
13. Penso sempre con gioia al mio compleanno perché mi torna in mente il racconto di mia madre sul giorno in cui sono nata, il 29 settembre 1976, era l’ultimo giorno di vendemmia, faceva caldo e alla sera sono arrivata io, così quando penso al mio compleanno immagino l’uva colorata e la gente allegra e la farinata che andavano sempre a mangiare per festeggiare la vendemmia e quell’anno anche la mia nascita, o almeno così mi piace pensare.
14. Quando mi hanno regalato la Barbie Principessa. Quanto la desideravo, tanto che per farmela comprare ho accettato di sotterrare il mio ciuccio nel cortile (forse era ora visto che avevo 5 anni), da allora ho capito che nessuno ti da niente per niente!!
15. Quando ho scoperto di essere molto portata per il disegno.
16. Quando a 19 anni sono andata a vivere a Londra e ho scoperto di essere bravissima a cavarmela da sola.
17. Quando a Londra dopo soli pochi mesi ho passato l’esame di Inglese che molti altri avevano fallito più volte.
18. Sempre a Londra ricordo una serata perfetta, giugno inoltrato, una sera calda in un bellissimo parco in cima ad una collina. Un’orchestra che suonava musica jazz, io e i miei amici di tante nazionalità diverse eppure tutti uguali, tutti giovani, pieni di vita, pieni di sogni, eravamo lì seduti vicini in silenzio, ad ascoltare e mangiare panini. Uno di quei momenti in cui non serve nient’altro.
19. Il giorno del mio esame di maturità, portavo materie che mi piacevano tantissimo e di cui adoravo parlare, mi hanno dovuto pregare di stare zitta!
20. Le recite di Natale che facevo quando ero piccola e frequentavo il gruppo dell’azione cattolica della mia Chiesa. Ero sempre tanto agitata perché c’erano molti spettatori, ma poi tutti si congratulavano e io mi sentivo così importante! Anche se magari avevo fatto solo la pecorella, ma come sapevo fare la pecora io…
21. La mattina di Natale, per tutti gli anni fino a quando ne ho avuti almeno 20, lo svegliarsi all’alba per aprire i regali, le risate e la carta colorata che si sparpagliava per la casa, e poi le urla di mia madre per il disordine e i litigi con mia sorella per il regalo che aveva l’altra e avremmo voluto noi, che bello il natale in famiglia!.
22. Le domeniche mattina a correre sulla spiaggia. Inverno, mare piatto, spiaggia deserta, vento, gabbiani ed io.
23. I non ti scordar di me e le belle di notte che fiorivano nel giardino della mia casa di campagna e le barbe di Gesù che soffiavo via insieme al vento.
24. Le collanine fatte a mano che vendevamo in fondo alla via e il pranzo fatto con il ricavato. Del giorno di quel pranzo ricordo noi bambini che correvamo giù per la collina con gli aquiloni e le spighe di grano quasi più alte di noi.
25. Il corso di Reiki che mi ha fatto capire la mia passione per le discipline alternative e… per la vita alternativa!
26. Il corso di Abyangam, i miei compagni, gli insegnanti, il tempo passato insieme, lo studio, gli scherzi, il sentirsi a casa.
27. Il week end passato con i miei compagni a scambiarsi massaggi, confidenze ed amicizia.
28. Le ferie passate in viaggio da sola, anche se sola non lo sono stata nemmeno un attimo.
29. Ogni volta che sento la voglia di crescere e conoscere, conoscermi, che ogni giorno diventa sempre più forte e mi rivela una Georgia e una realtà un po’ speciali e un po’ magiche.
30. I compleanni delle mie nonne in cui ogni anno ho ringraziato per averle avute accanto, con il timore che ogni compleanno potesse essere l’ultimo e il sollievo ogni anno in cui ho potuto baciarle ancora. Anche se ora non posso farlo più.
31. Le volte in cui ho reso felice mia madre e mi sono sentita meno in colpa per le volte in cui l’ho fatta arrabbiare.
32. Le serate passate a chiacchierare con buoni amici.
33. I buoni libri che ho letto.
34. Le canzoni urlate a squarciagola dalle giostre.
35. Ogni volta che ho scoperto di voler bene a qualcuno.
36. Ogni volta che ho scoperto che qualcuno mi vuole bene.
37. Una bella giornata di sole anche quando dentro piove.
38. Una bella giornata di sole anche quando fuori piove.
39. L’abbraccio che ho ricevuto quando ho pianto.
40. L’abbraccio che ho ricevuto quando ho riso.
41. Ogni volta che ho scoperto che le cose erano meno brutte di quello che sembravano o ancora meglio di quello che speravo.
42. Le volte in cui io e mia sorella ci siamo fatti confidenze da amiche e le volte in cui ce le siamo fatti da sorelle.
43. Rendermi conto che se lo voglio, ogni giorno ho qualcosa per cui ridere.
44. Il gelato al fior di latte mischiato con il cacao.
45. Ogni volta che il mio corpo e la mia mente mi hanno permesso di arrivare dove volevo o comunque ogni volta che ho capito che ci sarei potuta arrivare con un po’ di impegno.
46. Ogni volta che sono tornata in salute dopo una malattia.
47. I viaggi che ho fatto e che mi hanno permesso di conoscere persone, luoghi e realtà.
48. Ogni volta che mi sono resa conto che qualunque cosa succeda ho ancora la mia famiglia nonostante i conflitti.
49. La mia famiglia nonostante i conflitti.
50. I giorni in cui mi sono svegliata con il sorriso e i giorni in cui nonostante tutto sono andata a dormire con il sorriso.

GRAZIE!

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