NELLA LEGGEREZZA C'E' LA NOSTRA LIBERTA'

Ho passato i primi trent'anni della mia esistenza facendo una vita ordinaria, nella monotonia dell'ufficio, nel caos dei locali e delle discoteche, nell'alcool degli aperitivi e nella frivolezza di discorsi “inutili”.

Ad un certo punto ho detestato tutto ciò che riguardava quel tipo di vita.

Ho poi passato gli ultimi anni all'opposto, depurandomi da tutto e tutti, tenendo il caos e la frivolezza lontani da me, dicendo no a qualunque richiesta e a qualunque persona che pretendesse qualcosa da me.
Ma sono arrivata a detestare anche tutto ciò che era spirituale.

Poi nel deserto ho compreso una cosa veramente importante, che non è quello che ho fatto nella mia vita che me l'ha resa insopportabile, ma è la pesantezza con cui l'ho fatto.

La serietà con cui avevo vissuto ogni mio passo.

Le tante regole che mi ero imposta, nella vita di prima e anche in quella nuova, mi davano la sensazione di poter tenere tutto sotto controllo, che se anche mi lasciavo andare al fluire della vita, ero io che potevo controllare il flusso.

Stavo comunque continuando a lottare.

Ricordo che era un giorno di sole. Eravamo tutti riuniti a chiacchierare, qualcuno stava raccontando la sua storia, eravamo sotto ad una grande tenda berbera ma da dove ero seduta io, in un lato aperto del tendone, potevo vedere il cielo azzurro, il deserto fiorito, i bambini che giravano allegri in groppa ad un asino, diverse vespe svolazzare libere.
Mi sono sentita leggera, in pace, piena d'amore per tutto ciò che vedevo.
In quell'istante mi sono accorta che tutto quello che avevo sempre cercato e che non riuscivo a trovare, non era una cosa, era un modo, l'attitudine con cui agire.

Leggerezza. Gioia. Amore.
Ecco quello che cercavo, ma non potevo trovarla all'esterno.

Ho compreso allora che non c'è niente nella vita che non possa essere affrontata con un sorriso. Che non c’è problema che non scompaia se combattuto da una risata. Che non c'è ricordo che non possa essere perdonato con un grazie e che non c’è niente contro cui valga la pena lottare, che non possa essere sciolto da un semplice:
Chi se ne frega!!!

Vivendo ogni cosa con il cuore leggero troviamo il giusto equilibrio in tutto, esprimendo e onorando ogni parte di noi senza giudizio.

La giusta via di mezzo,
il modo in cui le cose semplicemente sono, senza doverle forzare.

Oggi so che posso onorare la perfezione della mente come quella del cuore, non devo rinunciare alla mia parte “frivola” in nome di quella “spirituale”.
Posso divertirmi in un locale come posso raccogliermi per un'ora in meditazione.
Posso essere avventata come posso essere riflessiva.
Posso amare senza perdere la mia libertà e i miei sogni.
Posso sognare senza perdere le mie radici.
Posso vivere le cose in profondità ma con leggerezza.
Posso essere seria senza prendermi troppo sul serio.


E soprattutto oggi so che non serve che mi affanni per inseguire il mio Sogno, perché comunque senza di me non esisterebbe, quindi non può far altro che andare al mio passo.


Tratto dal mio libro IL GUSTO DELL'ANIMA
IL GUSTO DELL'ANIMA di Georgia Briata
Questa è la storia del Risveglio di un Anima, la mia. Lo scoprire che la vita che facevo non mi apparteneva, i turbamenti, il cercare di comprendere lo scopo della mia esistenza e chi sono veramente. Fino ad arrivare, finalmente, a Realizzare il vero Sogno della mia Anima. Spero che le mie parole siano di conforto quando la fiducia vacilla.
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2 commenti:

  1. anche io la penso come te:

    la via di mezzo ...

    "Canto del mezzo e mezzo" di Li Mi-an'.

    "Da un pezzo più che a metà ha oltrepassato questa fluttuante vita. - Ah! ma che magica parola questa: 'metà' - così ricca di significati. Ci invita ad assaporare gioia più grande di quanta mai potremo possedere. Mezza via nella vita è per l'uomo lo stato migliore,
    quando il passo che rallenta gli dà sollievo. Un vasto mondo giace a mezza via tra terra e cielo Vivere a mezza via tra città e campagna Aver possessi a mezza via fra ruscelli e colline
    Esser mezzo dotto, mezzo nobile, mezzo mercante Viver metà aristocratico, metà popolino Aver casa mezza fine e mezza banale
    Mezza mobilia elegante e mezza vuota Abiti e vesti mezzi vecchi e mezzi nuovi Cibi metà raffinati e metà ordinari
    Servi né troppo svelti né troppo scemi Moglie né troppo semplice né troppo spiritosa Così, allora, in cuore, mi sento a metà un Budda quasi a metà taoista benedetta fata.
    Metà me stesso rimetto al Padre Cielo L'altra metà lascio ai figlioli Pensando mezzo come provvedere ai posteri E mezzo come rispondere al demonio.
    E' il più furbo ubriaco il mezzo brillo e i mezzo sbocciati sono i più bei fiori Come le barche che a mezza vela van più sicure E i cavalli che a mezze redini trottano meglio Chi possiede metà in più cresce ansietà Ma metà in meno cresce sete a possedere Dato che vivere è metà dolce e metà amaro Chi assaggia soltanto metà è saggio e più bravo".

    un abbraccio

    Alex

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