UN NUOVO SOLE

Sto passeggiando sulla spiaggia davanti a casa, piove, il cielo è grigio così come il mare. 

È novembre e oltre a me non c'è nessuno, la pioggia batte con un dolce ritmo sul mio ombrello, qualche goccia mi cade sul viso.


Ci sono molte storie che popolano le mie fantasie, molti luoghi che rendono immenso il mio mondo.

Storie che forse un giorno racconterò o che forse resteranno solo una dolce fantasia che vive nel mio cuore. O forse è quello che vivrò, come è successo per le fantasie che popolavano il mio cuore anni fa.

Ripenso un'ultima volta al mio passato, ripenso a mia madre, al nostro rapporto burrascoso che è stato uno dei motivi principali per cui tanto ho indagato in me stessa. Vedo che grazie a questo rapporto, per allontanarmene, ho avuto sempre la più grande spinta a viaggiare, e grazie a lei ho sempre avuto un posto in cui tornare accanto al mio mare.

Oggi so che il nostro rapporto è perfetto così, perché mi ha costretta a diventare la persona che dovevo essere e che sono.

Ripenso alle tante persone che ho scelto di lasciare perché non mi sentivo capita e ogni volta che torno qualcun altro si è fatto lontano, ma anche grazie a loro non ho mai dovuto guardare indietro e questo mi ha permesso di avanzare.

Ripenso al vuoto che alle volte, nei periodi a casa, mi trovavo a provare e che per tutta la vita mi ha terrorizzata.

Quel senso di vuoto alle volte ancora ritorna, ma ora non cerco più di colmarlo con qualcosa o con qualcuno, né sprofondo in lui. Semplicemente quando lo avverto so che mi sono allontanata di nuovo dalla mia anima, che in quello che sto facendo o pensando non c'è amore e rispetto per me stessa e grazie a questo messaggio ritrovo la strada.

In questo diario di viaggio, parola dopo parola, ho tracciato una linea, un filo conduttore di tutte le avventure di questi anni e posso vedere con chiarezza che non mi sono mai persa. 

La direzione è sempre stata indicata dal mio Sogno che mi ha portata, come l'ago di una bussola, come un tappeto volante, alla scoperta di me stessa.

Il mio passato sta lentamente scivolando via, ma è necessario se voglio vivere nel presente e andare incontro al mio domani.

Lo comprendo,
lo perdono e
lo lascio andare.

Mi fermo.

Il vento freddo mi accarezza il viso, un gabbiano scivola su un'onda, un raggio di sole trafigge per un istante appena le nubi rischiarando l'acqua di scintille dorate, sembra la povere magica di quando ero bambina, che mi riporta alla mente le fate e le principesse.

Eccola, riesco a sentire la voce del mio cuore. Ogni mio passo adesso è chiaro.

Tutto ciò che nella mia vita è mancato fino ad oggi è stato: L'amore.

L'amore da cui tanto ho creduto di fuggire, l'amore per il quale non mi sentivo all'altezza, per il quale non mi sentivo abbastanza, l'amore che mi terrorizzava perché temevo che mi avrebbe abbandonata. 

Ecco il perché di tanto viaggiare:

Stavo cercando mio padre. E stavo cercando Dio.

Quel padre che non c'è mai stato, che non ho avuto accanto mentre crescevo, che non mi ha protetta contro il mondo, che non mi ha trasmesso la fiducia in me stessa e nella vita, che non mi ha insegnato che cosa significasse sentirmi amata. Quel sentimento di abbandono mi aveva fatto perdere la fede, la sensazione che qualcosa di più grande di me potesse sorreggermi.
Ma questi anni di incertezze e di avventure sono stati per me come il genitore che mi è mancato, mi hanno fatta crescere, mi hanno mostrato chi sono, mi hanno fatta sentire amata.
Esperienza dopo esperienza sono diventata una donna adulta e consapevole, una donna cosciente di chi è, di quanto vale e presente nelle esperienze che vive.

In tante scuole di crescita spirituale si dice che noi scegliamo i nostri genitori prima ancora di nascere, perché grazie a loro facciamo le esperienze necessarie per evolvere, per completarci.
Tante volte in passato mi ero chiesta il senso di aver scelto la mia famiglia, di aver scelto un padre assente.
Tante volte mi ero chiesta che cosa questo mi avesse insegnato, se non a stare lontana dagli uomini, dall'amore e dalla mia famiglia.

Ma adesso lo vedo.

Quante persone conosco che vivono la loro vita senza rendersene conto, che attraversano le tante tappe dell'esistenza semplicemente spinti dalla corrente, che passano dalla famiglia di origine ad una nuova senza nemmeno sapere chi sono, cambiando semplicemente l'appoggio senza mai percepire in profondità ciò che vivono, come spettatori, esattamente come facevo io?

Quelle persone, cresciute in famiglie perfette, forse alla fine della loro vita, si guarderanno indietro e si chiederanno:
<<Di chi è la vita che credevo mia?>>

Grazie alla famiglia in cui sono nata, grazie alle salite faticose e alle cadute rovinose, grazie alla convinzione di essere niente con cui sono cresciuta, ho veramente aperto gli occhi su di me e sulla mia vita.

Non sono più una che passa attraverso le cose, le persone, le stanze.

Adesso non ho più bisogno di chiedermi se sono all'altezza delle aspettative di chi mi guarda, capisco che gli altri mi hanno sempre vista come la donna meravigliosa che sono, ero io che non riuscivo a vedermi tale. 

La maschera che indossavo non nascondeva la mia vera natura alle altre persone come pensavo, ma solo a me stessa.

Credevo di valere poco, ora, caduta la maschera, so di essere unica e di essere indispensabile, perché solo io posso essere io e il mio posto nel mondo può essere occupato solo da me.

Grazie papà.


Già da qualche pagina sono avvolta da una profonda commozione. Sono adesso pervasa dalla magia della vita che si rinnova, accolgo la neve che ricopre la mia storia, che conclude una stagione che doveva per natura finire e mi preparo ad una stagione del tutto nuova, mi preparo per un nuovo sole.

Guardando indietro vedo le mie orme sulla sabbia ma è l'ultima volta che le guardo, non ne ho più bisogno, davanti a me c'è il mio Sogno e nuove orme da lasciare.

Non penso al futuro, non ho più bisogno di correre verso la realizzazione di qualcosa dimenticandomi di essere felice.

Adesso che so chi sono, ho realizzato il Sogno più importante, ho ricreato l'amore dentro di me, dentro di me ho finalmente intatta quella famiglia che ho sempre cercato.

Posso ora fermarmi.
Posso amare la mia città di cui conosco ogni imperfezione delle strade.
Posso amare le giornate, i mesi, gli anni che non saranno mai più tutti uguali.
Posso amare una vita ordinaria perché adesso ordinaria non è più.

Da questo momento in poi so che ogni cosa che farò, ogni cosa che sceglierò e ogni esperienza che vivrò, saranno veramente mie, perché ho imparato a guardare il mondo con occhi nuovi:

I miei.

Ed è proprio guardandomi in giro ora, posando lo sguardo sulle cose che conosco così bene, sulle barche, sulle pietre scure, sulle vele in lontananza, sul campanile, sulle nubi che passano e su tutti quei piccoli insignificanti particolari che rendono un paesaggio anonimo la mia realtà, sento che io sono in ognuna delle cose che vedo e ognuna di loro è in me.


Alla fine del mio viaggio ho scoperto qual è la magia che si cela dietro alla vita, ho trovato il gusto dell'anima: 


Tratto dal mio libro IL GUSTO DELL'ANIMA:
IL GUSTO DELL'ANIMA di Georgia Briata
Questa è la storia del Risveglio di un Anima, la mia. Lo scoprire che la vita che facevo non mi apparteneva, i turbamenti, il cercare di comprendere lo scopo della mia esistenza e chi sono veramente. Fino ad arrivare, finalmente, a Realizzare il vero Sogno della mia Anima. Spero che le mie parole siano di conforto quando la fiducia vacilla.
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BASTA IL MARE di Georgia Briata

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