CHIANG MAI, 12 febbraio 2007

Non è facile descrivere le ultime settimane, il mio diario si è interrotto parecchi giorni fa, qualcuno si sarà forse chiesto se mi fosse successo qualcosa, e di fatto qualcosa mi è successo: la Thailandia.
Quando ho iniziato a scrivere il diario sentivo la necessità di ricordare e raccontare quello che stavo vivendo, anche se una parte di me era ancora assopita, intorpidita dal grigiore della vecchia routine, dai dubbi,
dall'inutilità' di una vita sempre tanto uguale da cancellare ogni novità come fosse un errore di programma e non come qualcosa di cui gioire, e così mi sedevo davanti al computer, a volte a scrivere, a volte solo a pensare di farlo, cercando di descrivere a parole quello che in qualche modo vivevo solo con la mente, senza riuscire a sentirlo fino nel profondo.

Ma poi.. ecco che le parole sono diventate sensazioni, le fotografie sono diventate vestiti che ti senti addosso e tutto d'un tratto il bisogno di scrivere è cessato, quando le emozioni si vivono totalmente, descriverle diventa un limite. Quel brodo caldo che fin dall'inizio mi aveva avvolta è lentamente penetrato nel mio cuore con tutto il suo dolce liquido calore, e quel vuoto freddo che pesava come un macigno si è sciolto, niente più peso sul cuore, niente più gelo nelle mani, non più il pugno allo stomaco.

Ho quindi aspettato che le nuove emozioni trovassero il loro posto e si consumassero lentamente senza essere sciupate da inutili parole, ed ora posso finalmente raccontarle senza temere di sminuirle ne di condizionarle. 

Già da un paio di settimane ho terminato il corso di massaggio thai e i miei compagni, gli amici, ad uno ad uno se ne sono andati, ed ogni volta che qualcuno parte un pezzetto di cuore si infrange, ti senti triste, ma poi ti rendi conto che sentirlo questo cuore è davvero bello, e allora accetti tutto, con la sensazione che non sarà un addio.

Da quando sono in Thailandia non sono mai stata sola un attimo, ho sempre avuto qualcuno accanto che si è preoccupato per me, con qualcuno ho fatto solo pochi passi, con altri un cammino più lungo, ma sempre qualcuno al mio fianco che mi ha portato un po' più in là. E così giorno dopo giorno cresce la dolce sensazione che ci sia sempre qualcosa a  sorreggermi, che se pur camminando sull'acqua non devo temere di affondare, devo solo avere fiducia, muovere un passo, ed ecco che dove appoggio il piede affiora una roccia che mi consente di avanzare. 

Ecco cosa sono gli amici, i compagni, o anche solo il passante per strada che mi sorride e mi da l'informazione che cerco, sono la mia strada, il mio cammino. un grazie per ogni passo.

Una decina di giorni fa sono andata a fare trekking nella giungla per 3 giorni e due notti, abbiamo camminato nel verde profondo, salito e ridisceso sentieri inesistenti, dormito in 18 anime, uno accanto all'altro, a tremare dal freddo nelle capanne di bambù, mangiato alla luce delle candele, cantato alla luna e condiviso emozioni.

Una sera alcuni bimbi del piccolo villaggio in cui abbiamo dormito, sono venuti a cantare e ballare per noi le loro danze tradizionali, c'era una bimba di circa 4 o 5 anni, si muoveva piccolina totalmente fuori tempo, una virgola fuori posto in una poesia, e per questo così dolce, finiti i balli però qualcuno le ha fatto uno foto, lei lo ha guardato e ha fatto l'occhiolino, non ci potevo credere, d'improvviso l'innocenza da quel bel visino si è spenta, ed è diventata solo una cartolina per turisti, non c'è davvero più scampo, nemmeno nella giungla!.
Abbiamo fatto un giro sugli elefanti, che animali incredibili, se ne può avvertire tutta la potenza e allo stesso tempo la profonda calma. Per tutto il tragitto un elefantino di pochi mesi ha camminato accanto alla sua mamma, che noncurante delle urla degli addestratori si fermava per aspettarlo, o proteggerlo o allattarlo, quant'è perfetta la natura, anche in cattività non dimentica che cos'è importante.

I tre giorni si sono conclusi con il bamboo rafting, ossia un giro lungo il fiume su zattere fatte di bambù, il fiume era molto basso, forse meno di un metro, le zattere delle semplici canne di bambù legate tra loro, su cui si sta in piedi, se ci si riesce, e si fanno avanzare dando spinte al fondale con lunghi bastoni. E' stata un'esperienza esilarante, eravamo circa una decina di zattere con sopra 3 persone più la guida, ad ogni curva, ad ogni secca del fiume, la leggiadra traversata si trasformava in una battaglia tra pirati a suon di fango, alghe, e gente buttata nel fiume, che risate, alla fine eravamo totalmente mimetizzati tanto era il fango e il verde delle alghe che avevamo addosso.


Altra gita interessante è stata quella per il rinnovo del mio visto, dopo un mese infatti bisogna andare al confine con un altro stato per poi rientrare ed avere il visto rinnovato per altri 30 giorni.


Essendo il mio visto la priorità, mi sono affidata per l'organizzazione del viaggio alla mia guest house, senza chiedere nulla su che tipo di gita fosse, convinta che saremmo stati solo io e il conducente del mini van, destinazione Triangolo d'oro, ossia dove si incontrano Birmania, Laos e Thailandia. Non potevo avere più torto, mi sono trovata in un viaggio turistico organizzato per vedere le bellezze del Triangolo e le tribù locali.


La combriccola non poteva essere più bizzarra, io, un vecchietto giapponese, un israeliano di mezza età, un australiano sulla trentina e un altro personaggio di età, nazionalità e nome sconosciuti. Più la guida, un ragazzo thai tutto sorrisi e inchini.


Devo dire che alla fine si è rivelato davvero un viaggio singolare, con questi personaggi con cui non avevo niente in comune, almeno in apparenza, potevamo essere il gruppetto delle barzellette: c'erano un'italiana, un giapponese etc. che ridere.
Triangolo d'Oro, Thailandia
Abbiamo fatto un giro su una piccola barca a motore intorno al Triangolo, in mezzo al fiume, che segna i tre confini. Io e nonno giappone in testa, tra spruzzi e vento in faccia, lui teso teso, con gli occhi che gli lacrimavano, il ciuffo bianco appiccicato alla fronte, la faccia tutta schiacciata dal vento, ad ogni saltino sulle onde delle altre barche pensavo gli sarebbe venuto un infarto. Finalmente ci siamo fermati, mi sono girata e la faccia del nonno era ancora tutta schiacciata, insomma non era il vento, era solo il suo profilo giapponese..
Ed eccoci di nuovo a Chiang mai, a casa, perché è proprio così che la sento.

Lunedì ho iniziato un nuovo corso di massaggio thai, da quella vecchina deliziosa di cui già avevo parlato, e dire che ne sono entusiasta è dir poco, tanto che ho deciso di restare qui un altro mese e andare in India solo per una settimana, prima del ritorno a casa.

Appena sono entrata nella piccola scuola mi sono subito sentita a mio agio, pochi studenti, 5 me compresa,due cagnolini che fanno tanti guaiti e colorano le lezioni di saltini e corsette, e poi Mama e i suoi due figli, tutti e tre insegnano. Insomma, un'altra famiglia ancora. Mi era stato detto che la vecchia insegnante non è quasi mai a scuola perché non sta troppo bene di salute, ma per mia enorme fortuna è stata a scuola tutta la settimana ed essendo io la più minuta del corso e lei non più forte, mi usa ogni volta per mostrare agli altri le varie tecniche, quindi sono davvero privilegiata, sia perché è più facile per me imparare, sia perché ricevere massaggi da quelle mani esperte è ogni volta un'esperienza sublime. Incredibile come un corpicino che sembra ormai consumato dagli anni possa avere ancora una carica così forte e una mente così salda.


Le giornate procedono pigre qui a Chiang mai, nonostante siano incredibilmente piene di esperienze, emozioni e cose da fare, la sensazione è quella di navigare su un fiume lento, è una giornata di sole su un campo di grano appena tagliato, dove tutto sembra fermo e l'unico suono è quello di un grillo lontano, eppure tutto è vivo e in movimento nascosto tra i fili dorati, è come osservare le api in un roseto abbandonati su un'amaca, con una gamba a penzoloni che pigramente si dondola noncurante del mondo.


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1 commento:

  1. grande.......mi sembra di starti a fianco nella tua valle dichiarata di preziosi ricordi.......leggo con voracità, ma anche in questo caso, annuso l'essenza di cio' che scrivi......

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